6 curiosità che forse non sapete sulla Chinatown di Milano

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1 I primi immigrati cinesi arrivarono in questa zona di Milano intorno al 1920 e provenivano quasi tutti dalla regione dello Zhejiang. Inizialmente lavoravano e commercializzavano la seta all’ingrosso. Durante la seconda guerra mondiale si specializzarono nel settore della pelletteria per rifornire i vestiti dei soldati mentre dagli anni ’80 hanno iniziato a diversificare le attività aprendo ristoranti, negozi di telefonia, internet point e bar.

2 Tra i primi immigrati che si ricordano nel quartiere c’era il signor Wang Sang, soprannominato “Romanino” per le sue tappe a Roma prima di stabilirsi definitivamente a Milano. Wang Sang arrivò nel 1937 e aprì qui la sua attività, un laboratorio di pelletteria. La sua famiglia ancora oggi gestisce l’Oriente Store all’incrocio tra via Bramante e via Paolo Sarpi, due piani pieni zeppi di bellissimi articoli cinesi. Fateci un giro perché si respira un’autentica atmosfera orientale.

3 Perchè Chinatown si è sviluppata proprio in questa zona? Per un motivo logico: i palazzi che sorgevano qui erano caratterizzati da ampi cortili interni che ben si prestavano alla logistica dei laboratori di seta e pelletteria. Tra quelli più vecchi rimasti, quello del grande palazzo ottocentesco di via Bramante 29.

4 La maggior parte degli immigrati cinesi proviene dalla stessa regione della Cina, lo Zheijiang, in particolare dalla capitale Wenzhou. A differenza dei primi immigrati, le ultime generazioni ormai definibili sino-milanesi, oltre ad avere diversificato le attività rispetto ai parenti più anziani, hanno anche sviluppato una nuova identità: aprono locali alla moda che propongono le ultime tendenze dello street-food asiatico, parlano perfettamente italiano con un forte accento milanese e del cinese conoscono il dialetto di Wenzhou ma magari non sanno scrivere in mandarino classico. Seguono molto la moda, in particolare quella coreana e dei brand italiani del lusso. Quando tornano in Cina vengono soprannominatibanane“dai connazionali: sempre “gialli” fuori ma ormai “bianchi” dentro. Nonostante questi aspetti cosmopoliti comunque le unioni miste sono ancora molto rare.

5 Nel 2010 via Paolo Sarpi, cuore di Chinatown, è stata totalmente riqualificata. La nuova pavimentazione, gli alberi piantati e le panchine l’hanno resa ancora più bella e attraente di prima. La parziale pedonalizzazione ha fatto sì che diventasse un polo di ritrovo serale per i milanesi.

6 La facciona che si trova su un muro più a meno a metà via Paolo Sarpi è l’opera “Chianatown lovers” di Mr Di Maggio, writer di origine milanese abituato a lavorare in tutto il mondo. Sembrerebbe però che ultimamente il murales sia stato vandalizzato da qualche hater…

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