Il BORGO delle GRAZIE, il più antico quartiere residenziale di lusso di Milano.

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Durante gli ultimi 20 anni del 1400, Ludovico il Moro, Signore di Milano, volle raggruppare i suoi cortigiani più fedeli creando un apposito quartiere residenziale d’elite appena fuori le mura: nacque così il Borgo delle Grazie, che divenne ben presto una delle zone più esclusive e importanti della città.

Il borgo si sviluppava intorno alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, pare che fosse collegato tramite sotterranei al Castello Sforzesco e le famiglie più importanti fecero costruire qui i loro lussuosi palazzi. Tra i più noti vi erano quello dei Sanseverino, dei Vimercati e gli Atellani. Anche Leonardo da Vinci abitava nel quartiere e sembra che abbia anche partecipato ad alcuni progetti dei nuovi edifici.

Nel 1499 con la caduta degli Sforza, gran parte del quartiere putroppo venne distrutto e pesantemente saccheggiato dal popolo, ma qualcosa si è salvato ed è arrivato fino ai giorni nostri.

Già sappiamo che di quel periodo rimangono Santa Maria delle Grazie, il Cenacolo e la Casa degli Atellani con la vigna di Leonardo, ma altre tracce meno note di quel periodo sopravvivono nella zona.

Una di queste è Palazzo Medici in via Terraggio all’angolo con corso Magenta: donato da Ludovico il Moro e da Gian Galeazzo Visconti a Lorenzo dei Medici, era la residenza milanese della potente famiglia fiorentina. Rimaneggiato più volte, oggi ha una facciata piuttosto malconcia. Il salone principale, il più lungo della città all’epoca, ben 37 metri sormontati da lunette affrescate, ha ospitato fino a qualche anno fa il cinema Orchidea.

Attraverso uno dei portoni del Palazzo, si accede ad un giardino interno aperto al pubblico con giochi per bambini, piante e panchine, una piccola oasi segreta nel quartiere.

Il cortile adiacente, chiuso al pubblico, mostra tracce del palazzo originale, come colonne incastonate nel muro e nicchie quattrocentesche, che purtroppo vengono utilizzate come appoggio per i cassonetti della spazzatura.

La via Terraggio, come si intuisce dal nome, era una via di servizio per carri e buoi che dovevano trainare i barconi controcorrente del naviglio che scorreva nell’odierna via Carducci.

Del palazzo della famiglia Vimercati, di cui non è rimasta traccia ma che si doveva trovare affacciato sul naviglio, rimane l’imponente portale in stile gotico cortese che è stato riutilizzato per il palazzo Vimercati all’inizio di via Filodrammatici.

Della casa dei Sanseverino, andata anch’essa completamente perduta, sappiamo che ospitava scuderie con navate divise da colonne, affrescate da Bramante e forse progettate da Leonardo, che avrebbero ispirato la costruzione di quelle del castello di Vigevano.

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