Alla scoperta dei Giardini Pubblici Indro Montanelli di Milano

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I Giardini Pubblici, intitolati dal 2002 a Indro Montanelli ma chiamati ancora dai milanesi giardini pubblici, giardini di Palestro o giardini di porta Venezia, sono nati come primo parco pubblico di Milano.

I giardini non solo di un semplice parco cittadino, sono infatti ricchi di attività e mai monotoni nel paesaggio. Vi si possono trovare larghi viali alberati per passeggiare, prati curati, sali e scendi di montagnette artificiali, scalinate, corsi d’acqua, cascatelle, un laghetto, vari monumenti sparsi qua e là. C’è anche un’area divertimenti con le giostre, i mini autoscontri, le macchinine a pedali e l’area giochi e un’area vicino ai Bastioni per allenarsi. Si può correre, andare in bicicletta, c’è un’area cani recintata e un prato sempre per cani libero.

CENNI STORICI

I primi giardini nacquero su un appezzamento terreno di proprietà della famiglia Dugnani che comprendeva i monasteri di San Dionigi e delle Carcanine, orti e canali d’acqua. Nel 1780 il viceré Ferdinando d’Asburgo ne commissionò la trasformazione in Giardini Pubbici all’architetto Giuseppe Piermarini. L’opera interessò l’area che andava da via Palestro fino ai Bastioni. Piermarini creò i viali alberati, le aiuole geometriche, un’area per il gioco del pallone, una scalinata che serviva a raggiungere i Bastioni dal parco e la cancellata in ferro, presente ancora oggi. Il monastero di San Dionigi fu demolito mentre quello delle Carcanine fu trasformato in Salone per esposizioni.

Il secondo ampliamento avvenne tra il 1856 e il 1862 ad opera dell’architetto Giuseppe Balzaretto, che aggiunse laghetti, ruscelli e rocce artificiali sui dislivelli dal lato dei Bastioni e di via Manin, fece costruire il Padiglione del Caffè e restaurò il seicentesco Palazzo Dugnani che nel frattempo era diventato di proprietà del Comune.

Un ulteriore rifacimento si rese necessario in seguito alle Esposizioni che si tennero nel parco a fine ‘800. Prima di Rho e di Amendola infatti quella che oggi è la Fiera, si teneva dentro i Giardini, dove venivano allestiti ogni volta i padiglioni. Questa volta il restauro fu affidato a Emilio Alemagna, che sostituì la scala del Piermarini con due scalinate che racchiudevano una piccola cascata, raddoppiò il laghetto e coprì il fosso che scorreva parallelo a Villa Reale.

La costruzione del Museo Civico di Storia Naturale risale al 1888 sullo stesso sito che aveva ospitato il Salone, mentre il Civico Planetario fu realizzato da Portaluppi nel 1929.

CURIOSITÀ

Nel 1863 l’architetto Balzaretto costruì sul Monte Merlo, una delle alture del parco, il Padiglione del Caffè, in stile eclettico a pianta centrale. L’edificio fungeva da cafè-chantant, o più all’italiana da caffè-concerto, tipologia di locale in voga nel periodo della Belle Époque in cui si assisteva a spettacoli di varietà consumando anche cibo e bevande.

Dal 1923 al 1992 i giardini hanno ospitato anche uno Zoo. C’erano diversi animali tra i quali l’elefantessa Bombay che si esibiva con un organetto, finti occhiali sulla proboscide e un cartello appeso al collo con la scritta “Attenzione ai borsaiuoli” per avvisare i suoi spettatori troppo presi ad ammirarla. Quando Bombay morì, fu imbalsamata e messa nel museo di storia naturale all’interno di un diorama che ne simulava l’habitat naturale. La stessa sorte toccò all’orso polare. Si racconta che tra i grandi felini, racchiusi purtroppo in gabbie anguste, il leone indispettito dal chiasso dei bambini usasse urinare loro addosso!

Nel 1992 lo Zoo ha chiuso in seguito alle proteste degli ambientalisti, ma sono tuttora visibili alcune gabbie nella zona del parco verso piazza Cavour, tra cui quella degli orsi polari e quelle dei grandi felini, convertite ora a laboratorio didattico. È visibile anche la vasca a piastrelline azzurre che ospitava le foche.

All’interno del parco sono presenti sparsi qua e là vari monumenti dedicati a personaggi di spicco. In mezzo al laghetto era posizionata una statua di Carlo Porta che fu distrutta durante la seconda Guerra Mondiale. I milanesi la chiamavano “el guardian di occh”, il guardiano delle oche (del laghetto). Verso l’uscita su Piazza Cavour, oltre alla statua dedicata a Indro Montanelli, si trova il gruppo scultoreo di Herry-Pier Rosenthal dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse e il Cavallo Bianco della Pace che bruca l’erba. Il monumento è lasciato un po’ in disparte ma secondo me è bellissimo per la sua drammaticità.

Nel pratone dietro le giostre si trova la Quercia di Montale, dove si racconta che lo scrittore premio nobel amasse venire a sostare.

Sono presenti anche molte specie di alberi secolari come il platano centenario, all’interno di un recinto verso via Cavour, le metasequoie e il falso cipresso intorno al laghetto.

L’odierna via Marina, che da via Palestro si allunga fino a via Senato, al tempo del Piermarini era stata denominata la zona dei “Boschetti”. L’area serviva da viale alberato che dal naviglio ancora aperto di via Senato allungava la vista fino ai viali del parco vero e proprio. Al centro dei Boschetti era stato posizionato l’obelisco, tutt’ora presente, che Piermarini aveva fatto trasferire dal Bottonuto.

Verso i Bastioni, di fianco alla Scuola Materna, si trova l’Albero del fitness, una pedana tecnologica per chi volesse praticare sport, attrezzata con anelli, barre e cerchi. L’area è wi-fi e gli accessori sono collegabili agli smartphone e ogni accessorio ad un esercizio con personal trainer virtuale.

DA VEDERE

Museo Civico di Storia Naturale, fondato nel 1838, con la sua facciata in stile neo-gotico è il più importante museo naturalistico d’Italia.

Civico Planetario Ulrico Hoepli, donato da quest’ultimo nel 1929 alla città di Milano, progettato in stile neoclassico da Piero Portaluppi.

Galleria d’Arte Moderna: ospitata all’interno della neoclassica Villa Reale, la galleria racchiude un’importante collezione di opere ottocentesche. Il museo è poco frequentato purtroppo, ma merita assolutamente una visita. Adiacenti alla Villa si trovano il Padiglione di Arte Contemporanea che ospita mostre e i Giardini di Villa Reale, unico parco cittadino accessibile solo ai bambini sotto i 12 anni accompagnati da un adulto

Palazzo Dugnani: il palazzo originariamente della famiglia Dugnani e ora di proprietà comunale, vanta all’interno affreschi settecenteschi di Gianbattista Tiepolo. Nei decenni il palazzo ha assunto molte funzioni (Museo di storia naturale, museo del cinema, civica scuola di arti applicate, liceo linguistico Alessandro Manzoni, sede per le unioni civili), oggi ospita varie mostre. Di fronte alla fontana c’è un grosso prato adibito ad area libera per i cani.

DOVE FARE UNA PAUSA

Chiosco da Pippo, lato via Manin: il mio preferito, perfetto per una pausa caffè ma anche per leggere, studiare o lavorare perché poco affollato e silenzioso.

Bar bianco: in prossimità dell’aerea giochi per bambini, adatto alle famiglie e per la merenda.

Lù Bar: se volete fare un pausa con un menù un po’ più elaborato potete venire qui. Il locale è bellissimo, la sala, ricavata da uno dei portici del cortile di Villa Reale, ha grandi piante e vetrate sul cortile.

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